Il 16 agosto arrivano le nuovi API di Twitter: cosa cambia per le app di terze parti?

Twitter non sembra aver mai provato troppa simpatia per le app di terze parti: il social network ha sempre cercato di spingere gli utenti verso il proprio software e il cambio di API che verrà introdotto il 16 agosto porterà nuove grane per gli sviluppatori. Per fortuna, però, le modifiche saranno meno drastiche di quanto qualcuno avesse prospettato e in molti casi non cambieranno affatto l’esperienza utente.

I cambiamenti più rilevanti, infatti, riguardano sostanzialmente due funzioni, che non saranno più disponibili: lo streaming (o auto-refresh) e le notifiche push. Partiamo dalla prima: per streaming si intende il caricamento istantaneo dei nuovi tweet non appena vengono pubblicati. È una funzione che praticamente nessuno implementa nella timeline principale, perché richiede un grande dispendio di energia, effettuando continue richieste; viene utilizzata da alcuni client per seguire eventi in diretta (partite, trasmissioni televisive), ma tutto sommato non sarà un grande problema.

Discorso un po’ diverso per le notifiche push, che verranno disabilitate o comunque molto limitate. In realtà, non sono moltissime le app di terze parti che utilizzano questo tipo di notifiche, per le quali Twitter ha sempre adottato politiche molto restrittive. Ad esempio, Luke Klinker, lo sviluppatore di Talon for Twitter, ha dichiarato ad AndroidAuthority che la sua app – una delle più famose, su Android – non ha mai avuto accesso alle notifiche push e ha sempre aggirato il problema con richieste in background di tanto in tanto. Secondo Luke, la maggior parte dei client di terze parti utilizza lo stesso metodo e, per questo motivo, gli utenti non noteranno differenze nell’esperienza d’uso complessiva.

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D’altra parte, il team di Twitterrific per iOS non è affatto entusiasta delle modifiche: secondo quanto dichiarato a TheVerge da Sean Heber, uno degli ingegneri che lavora all’app, l’accesso alle notifiche push è una delle principali fonti di guadagno per l’app, che è disponibile gratuitamente sull’App Store e permette di rimuovere pubblicità e accedere alle notifiche push per circa 5€.

Infine, tra i cambiamenti introdotti da Twitter ci sono nuove API (Account Activity API) che interesseranno solo il settore business, considerando il costo elevato: parliamo di 11.60$ al mese per utente, venduti a blocchi da 50 utenti (fino ad un massimo di 250).  Si tratta di funzioni che interessano principalmente chi deve condurre analisi dei dati, assistenza clienti via Twitter, chatbot e così via, che non interessano i client di terze parti (né tanto meno gli utenti comuni).

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